Se qualcuno va a leggere qualche mio commento lasciato nel forum di Piero pre-esibizione, o su Facebook o su msn, capirà quale fosse il mio stato psicologico in attesa di questa importante esibizione-omaggio. Il motivo è semplice. Nel presentare questo appuntamento, il Pierone ha dichiarato che "[...] L'arrangiamento stabilito da Piero e Mark [Harris, collaboratore di De Andrè negli anni '90] punta su una versione molto dinamica e "latin-rock".
Ecco. Latin-rock.
Questa era la mia preoccupazione maggiore. Piero aveva già definito med-rock (o rock latino) l'album UDS e così anche la ballad "Prendimi così", non proprio la summa della produzione peluana (o peluista, non si è mai capito quale fosse il termine corretto).
Temevo di ritrovarmi un qualche obrobrio stile UDS.
Grazie a Dio, quest'uomo mi ha stupito e commosso ancora una volta.
Un'interpretazione perfetta. Completamente opposta all'originale, eppure così vicina per intensità emotiva.
E qualcosa vorrà pur dire se gente assolutamente non assimilabile alla denominazione di peluista ha dichiarato tutto il suo apprezzamento per l'interpretazione di ieri (e non mi riferisco al Fantacazzaro Barbieri... asd).
E allora fate come ho fatto io (e tutto il pubblico in studio): alzatevi in piedi per applaudire sia il grande Faber che il (forse) meno importante Piero. Avrete fatto solo il vostro dovere.
12 gennaio 2009
TUTTI IN PIEDI AD APPLAUDIRE
Pubblicato da
Tiziano Crudeli For President
a
8:37 PM
Etichette: faber, il pescatore, piero
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6 commenti:
Io dico solo che dopo un grande inizio si è esaltato e ha finito alla sua maniera (memorabile il "aveva un solco lungo il visoaaah" asd). Per il resto niente male davvero
mmmm
Durante l'esibizione,non mi ha usato molto pero'...asd
Voglio un post sulle mutande verdi e sulle riunioni di gabinetto!!!asd
"Mi ricordo montagne verdi... e le corse di cavazzina(in sc1)"asd
Ecco, a perpetua dimostrazione di quanto detto nel post, un articolo tratto da "Il Corriere della Sera":
Se te l'avessero detto venti anni fa non ci avresti creduto: Piero Pelù che canta Il pescatore di De André. Un binomio improbabile, non proprio come «Gli asparagi e l'immortalità dell'anima» di Achille Campanile insomma, ma neppure così scontato. E invece l'interpretazione del rocker fiorentino della ballata del cantautore genovese nella serata-celebrazione di domenica scorsa di Fabio Fazio su Rai3 per i dieci anni della scomparsa di De André è stata una delle più convincenti. E emozionanti. Potere della musica (e della poesia).
http://www.corriere.it/spettacoli/09_gennaio_14/Pelu_de_Andre_Gori_8707f6f2-e270-11dd-b227-00144f02aabc.shtml
ghe sboro..asd
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